IL PRIMO GIORNO DI AZIENDA ZERO È GIÀ UNA BARZELLETTA
AZIENDA ZERO SBARCA ALL’ASP DI COSENZA: IL PRIMO MIRACOLO È CHE GLI OPERATORI NON RIESCONO NEMMENO A TIMBRARE!
1 OTTOBRE, CAMBIA IL GESTORE DEL 118, MA LA TECNOLOGIA DECIDE DI NON COLLABORARE. COLPA DELLA GEOLOCALIZZAZIONE: LE AMBULANZE SANNO DOVE ANDARE, L'APP NO!
C'è un modo tutto calabrese di inaugurare una nuova stagione della sanità: annunciare grandi cambiamenti, trasferire competenze, riorganizzare personale, ridisegnare procedure e poi, al momento di partire, scoprire che non funziona nemmeno l'applicazione per registrare i turni. Benvenuti nell'era di Azienda Zero!
Il 1° ottobre 2026, anche all'ASP di Cosenza si consuma il passaggio ad Azienda Zero. Un appuntamento che avrebbe dovuto segnare l'inizio di una nuova organizzazione del servizio, ma che, stando alle prime segnalazioni degli operatori, si è presentato con un piccolo, trascurabile dettaglio: il personale non riesce ad accedere all'applicativo per registrare il proprio turno.
E attenzione, perché la chicca tecnologica merita un capitolo a parte: il problema sarebbe riconducibile a un guasto al sistema di geolocalizzazione dell'applicazione.
Avete capito bene? Non è che gli operatori non vogliano lavorare, non è che siano spariti nel nulla e nemmeno che abbiano deciso di concedersi un giorno di ferie non autorizzato. È la geolocalizzazione che non collabora!
Praticamente, il lavoratore è fisicamente in postazione, magari accanto all'ambulanza, pronto a garantire il servizio, ma per il sistema informatico potrebbe trovarsi in una dimensione parallela. Una specie di Bermuda digitale nella quale spariscono le coordinate, ma non le responsabilità.
Le ambulanze hanno il GPS, gli operatori conoscono il territorio, le centrali operative sanno dove mandare i mezzi, ma l'applicazione incaricata di certificare la presenza sembra avere smarrito la bussola. Una scena che, se non riguardasse un servizio pubblico essenziale, sarebbe materiale da cabaret.
AZIENDA ZERO, MA I PROBLEMI SONO GIÀ PIÙ DI UNO!
Ora, sia chiaro: un guasto informatico può capitare. Nessun sistema tecnologico è infallibile. Ma quando si organizza un passaggio di questa portata, la verifica preventiva degli strumenti utilizzati quotidianamente dal personale dovrebbe essere il minimo sindacale. Non un optional da acquistare separatamente.
Possibile che nessuno abbia pensato di verificare prima del 1° ottobre se l'applicazione funzionasse regolarmente? Possibile che non sia stata predisposta una procedura alternativa per registrare le presenze e i turni? Oppure dobbiamo aspettare che qualcuno trovi la posizione geografica dell'app prima di poter certificare quella degli operatori?
Perché qui non stiamo parlando di un'applicazione per ordinare una pizza o condividere fotografie delle vacanze. Parliamo di personale che garantisce un servizio di emergenza-urgenza, dove la gestione dei turni, delle presenze e delle postazioni non è un passatempo informatico, ma un elemento fondamentale dell'organizzazione.
IL GRANDE TRASLOCO DELLA SANITÀ CALABRESE
Eppure questo passaggio arriva dopo mesi di discussioni, incertezze, interrogativi e preoccupazioni da parte dei lavoratori. Un trasferimento che avrebbe dovuto rappresentare una svolta organizzativa e che invece si ritrova immediatamente a fare i conti con un problema elementare: localizzare chi deve lavorare.
A questo punto viene spontanea una domanda: ma se già il primo giorno bisogna rincorrere un'applicazione che non riconosce la posizione degli operatori, cosa dobbiamo aspettarci quando arriveranno le questioni ben più complesse?
Gestione del personale, turnazioni, reperibilità, organizzazione delle postazioni, rapporti con le ASP, coordinamento operativo e responsabilità amministrative. Tutte questioni che non si risolvono con un aggiornamento dell'applicazione o riavviando lo smartphone.
E qui nessuno può chiamarsi fuori. Né chi ha progettato il passaggio, né chi lo ha gestito, né chi avrebbe dovuto verificare che gli strumenti fossero pronti. Le responsabilità organizzative non possono evaporare insieme al segnale GPS.
LA SATIRA È FACILE, MA LA REALTÀ È PEGGIORE
La Calabria ha già un 118 che combatte quotidianamente con carenze, ritardi, difficoltà organizzative e personale sottoposto a pressioni continue. Gli operatori chiedono certezze, dignità professionale e condizioni di lavoro adeguate. Le associazioni devono fare i conti con problemi economici e organizzativi. E adesso ci mancava pure la caccia al tesoro per dimostrare di essere al proprio posto di lavoro.
Forse sarebbe il caso di spiegare a qualcuno che Azienda Zero non significa che si debba ripartire da zero anche con le competenze informatiche.
Perché centralizzare non significa automaticamente razionalizzare, trasferire non significa automaticamente migliorare e cambiare il nome sulla porta non significa aver risolto i problemi dietro quella porta.
E ALLORA, UNA PROPOSTA: PRIMA DI RIORGANIZZARE IL 118, PROVIAMO A GEOLOCALIZZARE IL BUON SENSO. MAGARI QUELLO È DAVVERO IRREPERIBILE.
Nel frattempo, gli operatori sono lì, le ambulanze sono lì, le emergenze non aspettano e l'applicazione sembra ancora alla ricerca di se stessa.
AZIENDA ZERO È PARTITA. IL GPS NO. E IL 118 CALABRESE, ANCORA UNA VOLTA, SI RITROVA A FARE I CONTI CON UN SISTEMA CHE SEMBRA NON SAPERE NEMMENO DOVE SI TROVA.
CALABRIA MAGAZINE | ...NUDA E CRUDA.
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