LOLLOBRÌ, MA VAFFANCULO! IL PANE NON SI DIFENDE CON LE MINACCE!

LOLLOBRÌ, MA VAFFANCULO! IL PANE NON SI DIFENDE CON LE MINACCE!

Caro ministro Lollobrigida, le tue dichiarazioni sono la fotografia perfetta di una politica che ha perso il contatto con la realtà, ma pretende ancora di fare la maestrina del cazzo con chi non riesce più ad arrivare a fine mese.


Ci vieni a spiegare che manifestare è lecito, ma bloccare le strade è reato. Ci fai la predica sui camion fermi, sulla merce che rischia di deteriorarsi, sulle imprese danneggiate e sugli scaffali che potrebbero restare vuoti.

Ma vaffanculo, ministro! 

Te lo dico col cuore... e chi se ne frega se mi denunci! 

Lo sai cosa significa essere senza lavoro, avere un lavorio precario, non riuscire a portare sulla tavola il pane necessario per sfamare la tua famiglia? 

Il problema non è soltanto il camion che non arriva al supermercato. Il problema è pure chi arriva al supermercato e non ha più i soldi per riempire il carrello!

Questa cazzo di differenza la conosci oppure, chiuso nei palazzi del potere, ti sei convinto che gli italiani mangino comunicati stampa e facciano colazione con le conferenze del governo Meloni?

Perché qui c'è gente che lavora dall'alba al tramonto, agricoltori che si spaccano la schiena, autotrasportatori che macinano chilometri e famiglie che fanno i conti con ogni singolo euro. E mentre loro cercano di sopravvivere, voi vi presentate con la solita lezioncina sulla legalità, come se il problema fosse nato ieri mattina insieme ai trattori in strada.

MA CHI CAZZO PENSATE DI PRENDERE PER IL CULO?

Gli agricoltori, i trasportatori, i cittadini non si svegliano una mattina e decidono di bloccare le strade perché non hanno un cazzo da fare. Le proteste nascono da problemi economici, costi di produzione, margini insufficienti e condizioni che chi governa ha il dovere di affrontare. Non basta liquidare tutto con una condanna dei disagi provocati.

E voi, invece di rispondere nel merito, che fate? Ci spiegate che bisogna garantire gli approvvigionamenti.

Grazie al cazzo, ministro! Lo sappiamo anche noi che il pane deve arrivare nei negozi. Ma sarebbe altrettanto utile che arrivasse sulle tavole di tutti, non solo sulla tua e dei tuoi amici fascisti. Possibilmente senza costringere milioni di persone a scegliere tra la spesa, le bollette e le medicine.

PERCHÉ ANCHE AFFAMARE ECONOMICAMENTE UN POPOLO È REATO! 

E qui arriva la parte più vergognosa di tutta questa storia: la vostra indignazione sembra accendersi soprattutto quando la protesta intralcia la circolazione, mette in difficoltà le imprese o disturba la tranquillità di chi governa.

Ma quando sono le famiglie a essere messe in difficoltà dal costo della vita? Quando sono gli agricoltori a non riuscire a sostenere le spese? Quando produrre diventa sempre più oneroso e il lavoro non garantisce più un reddito dignitoso, dov'è tutta questa cazzo di urgenza?

Dov'è il ministro con la risposta pronta? Dov'è il governo che dice di difendere gli italiani? Dov'è la tanto sbandierata sovranità alimentare del cazzo, quando chi produce il cibo fatica a campare e chi lo compra deve fare i salti mortali per pagarlo?

La sovranità alimentare non è una bandierina da sventolare nelle fotografie ufficiali. Non è uno slogan da infilare nei discorsi per raccogliere applausi. È la capacità di difendere concretamente la produzione, il lavoro agricolo e l'accessibilità del cibo.

E se queste cose non funzionano come dovrebbero, avete il dovere di spiegare che cosa intendete fare, con quali risorse, in quali tempi e con quali risultati.

Non di fare i fenomeni del cazzo con chi protesta.

E TU, LOLLOBRÌ, NON CONFONDERE LA PAZIENZA DEGLI ITALIANI CON LA LORO RINUNCIA A FARSI SENTIRE.

Le tue dichiarazioni non ci fanno paura. Ci fanno incazzare, perché sembrano mettere al centro il disagio provocato dalla protesta senza dare lo stesso peso al disagio che quella protesta denuncia.

E se pensi di fermare il malcontento con qualche frase perentoria sulla legalità, hai capito poco del Paese che governi.

La protesta deve rispettare la legge e i diritti degli altri. Nessuno ha bisogno di negarlo. Ma la legalità non può diventare un paravento dietro cui nascondere l'assenza di risposte politiche. E il diritto di protestare non si cancella perché la protesta dà fastidio.

Quanto al governo Meloni, basta con la recita del governo vicino alla gente se poi, quando la gente porta in strada i propri problemi, la risposta pubblica si riduce a rimproveri e richiami all'ordine.

NON POTETE PRETENDERE RISPETTO PER IL VOSTRO RUOLO SE NON DIMOSTRATE, CON I FATTI, DI RISPETTARE I PROBLEMI DI CHI QUEL RUOLO VE LO PAGA.

PROFUMATAMENTE. 

SENZA FARE UN CAZZO! 

E allora, ministro, te la diciamo senza girarci intorno: se siete tanto preoccupati che il pane non arrivi sulla tavola degli italiani, cominciate a preoccuparvi anche del fatto che tanti italiani rischiano di non poterselo più permettere.

Perché noi non abbiamo nessuna intenzione di preoccuparci delle vostre passerelle, dei vostri slogan e della vostra tranquillità più di quanto voi vi preoccupiate della vita reale delle persone.

IL PANE È DI TUTTI. IL POTERE È DEL POPOLO. E LE CAZZATE NON POSSONO ESSERE SEMPRE PAGATE DA CHI STA IN BASSO.

MERITERESTE I FRANCESI... 😈 

CALABRIA MAGAZINE ...nuda e cruda.

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