♦️ Mentre la Calabria si prepara alle elezioni, c’è una notizia che dovrebbe far tremare i palazzi e invece viene data sottovoce: a giugno scorso, il fratello di Roberto Occhiuto, Mario, è stato condannato anche in appello.
Un fatto enorme, eppure nessuno ne parla. Non i tg, non i giornali, non la sinistra che dovrebbe fare opposizione. Silenzio assoluto.
Perfino "Striscia la notizia" e "Le Iene" tacciono...
♦️ Ebbene si: è stata confermata in Appello la condanna a 3 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta inflitta a Mario Occhiuto, senatore di Forza Italia ed ex sindaco di Cosenza. La vicenda riguarda il fallimento della“Ofin Srl”, società di progettazione che Occhiuto aveva amministrato fino al 2011.
📢 Ne parla Daniele Martinelli giornalista d’inchiesta dai primi anni ’90 che si occupa anche di politica, attualità, cronaca giudiziaria e territorio.
Link al video: https://www.facebook.com/share/v/1QB656JXRE/
Nel video che circola in rete, Martinelli lo dice chiaro:
✒️> “Perché quando si tratta degli Occhiuto cala il buio, i microfoni si spengono, la stampa fa finta di non sentire? Perché le tv tacciono, e la sinistra pure, come se questa non fosse una notizia che riguarda tutti i calabresi?”
♦️ Ed è vero. Qui non siamo davanti a un dettaglio giudiziario. Qui siamo davanti alla fotografia di un sistema: una famiglia che occupa la politica, la regione, le istituzioni.
Roberto Occhiuto è il governatore, onnipresente con i suoi sorrisi e i suoi spot. Il fratello, invece, finisce condannato. E intorno, un silenzio che pesa come macerie.
📢 Il video affonda il coltello:
✒️> “Ci vogliono far credere che va tutto bene, che Occhiuto è il salvatore, che la Calabria è in buone mani. Ma la realtà è che siamo governati da chi ha già fallito, da chi ha portato disastri e condanne, da chi pensa che il potere sia un affare di famiglia.”
♦️ Ed è la verità nuda e cruda.
Basta guardarsi intorno: ospedali chiusi, giovani costretti a emigrare, strade che sembrano mulattiere, un’economia a pezzi. Ma i telegiornali no, quelli tacciono. La sinistra no, quella resta muta. Come se il problema non esistesse.
📢 Il messaggio del video è un pugno nello stomaco:
✒️> “Se la Calabria oggi è ridotta così, non è solo per colpa loro. È per colpa nostra, perché abbiamo accettato, abbiamo abbassato la testa, abbiamo permesso che il silenzio diventasse normalità.”
♦️ E allora basta silenzi, basta complicità, basta paura.
La Calabria deve ribellarsi.
Non contro una condanna soltanto, ma contro un intero sistema che ci prende per il culo da anni.
🔴Perché il punto non è se uno dei fratelli Occhiuto viene condannato e l'altro che si ripresenta alle elezioni regionali è indagato.
Il punto è che, ancora una volta, ci trattano da sudditi e non da cittadini.
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