✒️Avv. Rocco Piergiorgio Lo Duca
🔴IL QUADRO POLITICO: UN CONSIGLIO COMUNALE DI ZERBINI
Secondo la denuncia pubblicata da Iacchitè (8 settembre 2025), il consiglio comunale di Cosenza – opposizione compresa – non appare come luogo di confronto democratico, ma come un salotto di “accondiscendenti zerbini”, proni esclusivamente agli interessi privati.
L’accusa è chiara: garantire coperture, silenzi e favori agli amici degli amici, pilotare appalti e proteggere i flussi di denaro che alimentano la macchina politico-affaristica.
La conseguenza? Una città ostaggio di un sistema marcio e colluso, dove i problemi dei cittadini restano sullo sfondo mentre si spartiscono “fette di torta” tra pochi privilegiati.
🔴IL NODO GIURIDICO: CONDANNE E PENE ACCESSORIE
Il caso emblematico è quello di Mario Occhiuto, ex sindaco di Cosenza e oggi senatore.
La Corte d’Appello lo ha condannato per bancarotta fraudolenta e impropria, confermando:
💥5 anni di interdizione dai pubblici uffici;
💥3 anni di divieto di esercizio d’impresa con ruoli dirigenziali;
💥risarcimento delle parti civili in separata sede.
📌Le pene accessorie, per legge, conseguono di diritto alla condanna (art. 20 c.p.). L’interdizione temporanea (art. 28 c.p.) priva il condannato della possibilità di esercitare diritti e incarichi pubblici.
📌Eppure, l’Italia funziona al contrario: non basta la sentenza definitiva. Serve l’“atto di impulso” del pubblico ministero (art. 662 c.p.p.), che trasmetta l’estratto della sentenza agli organi competenti per rendere esecutiva la pena.
📌Risultato? Senza quella trasmissione, la condanna resta sulla carta, e l’interdetto continua tranquillamente a esercitare funzioni pubbliche.
🔴ROMA: SILENZI E OMISSIONI
Il Regolamento del Senato (art. 19, comma 4) è chiarissimo: la Giunta deve verificare titoli, cause di ineleggibilità e incompatibilità dei senatori.
Ma ad oggi, né la Giunta né i ministeri competenti (Interno e Giustizia, guidati da Piantedosi e Nordio) hanno mosso un dito.
📌Domanda legittima: sono ancora ministri competenti o semplici spettatori?
Perché se le pene accessorie sono legge e il Senato ha obblighi regolamentari, il silenzio istituzionale equivale a complicità .
🔴LA MORALE (AMARA): IL SISTEMA CALABRIA
Cosenza diventa così il simbolo di un’Italia dove:
💥Le condanne non bastano a fermare i politici;
💥Le interdizioni sono trattate come optional;
💥I consigli comunali servono più a proteggere clientele che a risolvere problemi.
♦️ In questo quadro, parlare di democrazia appare quasi satirico: a Palazzo dei Bruzi non si amministra una città , si gestisce un condominio privato. Con portieri compiacenti, inquilini selezionati e il solito “attico vista Sila” riservato agli amici degli amici.
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