HATERS? NO, CITTADINI CHE VI SPUTANO LA VERITÀ IN FACCIA

♦️ È comodo, troppo comodo. Quando i ragazzi vi contestano, quando vi smascherano, quando vi ricordano che siete incapaci di amministrare, voi li chiamate “haters”.

Non cittadini, non giovani critici, non voci scomode: haters.

♦️ Il termine serve a lavarvi la coscienza. Serve a buttarla in caciara, a dipingere chi vi critica come uno squilibrato da tastiera, un odiatore professionista. Ma la realtà è un’altra: quei ragazzi vi odiano solo perché VOI avete odiato per primi la loro terra, tradendola ogni giorno.

🔴CHI SONO GLI “HATERS”?

Sono i giovani calabresi che vedono i concorsi truccati e i posti assegnati agli amici degli amici.

Sono gli studenti che studiano e si specializzano, ma poi devono fare le valigie perché qui i posti di lavoro li decidete nei corridoi delle segreterie di partito.

Sono gli uomini e le donne che vivono sulla loro pelle i vostri disastri sanitari, i vostri trasporti inesistenti, le vostre clientele spacciate per politica.

♦️ Non sono haters, sono vittime. Vittime di un sistema marcio che, invece di rispondere alle loro domande, li etichetta. Perché è più facile così:

💥meglio ridicolizzare una generazione che ascoltarla.

♦️ E sapete qual è la verità?

Che questi “haters” hanno le soluzioni in tasca. Sanno come migliorare la sanità, come rendere vivibili le città, come far funzionare i trasporti. Ma voi non li ascolterete mai, perché significherebbe rinunciare ai vostri privilegi, ai vostri appalti, alle vostre clientele.

♦️ Allora continuate pure a chiamarli “haters”.

Ma ricordate: ogni volta che lo fate, state solo confessando la vostra colpa.

La colpa di aver tradito questa terra.

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