🇮🇹ITALIA – 🇮🇱ISRAELE: LA VERGOGNA IN CAMPO. NON È CALCIO, È COMPLICITÀ

💥Giocare contro chi bombarda i bambini non è sport, è tradimento della dignità.


♦️ Le polemiche su Gattuso? Rumore di fondo. Il problema non è l’allenatore, non sono i giocatori convocati, non sono le scelte tattiche.

Il problema è che questa partita non si dovrebbe giocare!

♦️ Mentre a Gaza si contano i morti tra le macerie di scuole e ospedali, mentre il mondo assiste a un genocidio trasmesso in diretta, l’Italia scende in campo contro Israele come se fosse una sfida qualsiasi. Non lo è.

Non può esserlo.

Mai!

♦️ Chi ripete la favoletta che “lo sport è neutrale” mente, sapendo di mentire.

Lo sport è sempre stato politica: lo fu contro l’apartheid sudafricano, lo fu nelle Olimpiadi boicottate durante la Guerra Fredda.

💥E oggi, affrontare Israele, significa solo una cosa: normalizzare l’orrore.

♦️ Questa partita si trasformerà in una macchia sulla maglia azzurra.

Sarà legittimazione diplomatica, è passerella sportiva concessa a chi ogni giorno devasta, occupa, bombarda.

Non basta dire “giochiamo solo contro i calciatori”. Quei calciatori rappresentano uno Stato che semina morte.

Rappresenta un macellaio come Netanyahu che stermina persino I bambini.

💥La risposta giusta avrebbe un nome semplice: boicottaggio.

♦️ Niente cori, niente applausi, niente ospitalità.

♦️ Striscioni pro Palestina in ogni curva.

♦️ Contestazione visibile, cori che urlano la verità.

♦️ Perché chi tace diventa complice.

E un’Italia che avesse davvero dignità avrebbe già detto: non giochiamo con chi uccide i bambini.

Tutto il resto – Gattuso, moduli, polemiche televisive – è fumo negli occhi. La vera partita si gioca fuori dal campo: quella tra complicità e resistenza.

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