OCCHIUTO NEI SONDAGGI SORPASSA JUGÀLE: IN 4 ANNI DI PIÙ CHE IN 40
Se pensavate che in Calabria la politica fosse solo slogan e selfie istituzionali, preparatevi a ricredervi. In quattro anni, Roberto Occhiuto è riuscito a costruire un impero politico più potente di quanto molti suoi predecessori abbiano fatto in quarant’anni. Come? Tra favori, nomine, clientelismo, legami con imprenditori amici e, perché no, qualche “amicizia” poco chiara.
Partiamo dal business del vino. Milioni di euro pubblici stanziati per la promozione enologica calabrese finiscono in tasche discutibili. Occhiuto e il suo complice “Gallo” si credono furbi, ma ormai li hanno sgamati tutti. La Calabria non cresce, ma le bottiglie sì, e qualcuno brinda con i nostri soldi. (iacchite.blog)
2. L’informazione venduta e i soldi ai Maduli
La Calabria dei giornali e dei media? Non fa eccezione. Cinquantamila euro pubblici in tre anni per la banda di Maduli: giornali e testate finanziate non per informare, ma per elogiare, pilotare, coprire. Denuncia, satira, e persino lo scandalo si trasformano in spettacolo da bar. (iacchite.blog)
Non basta il vino e i giornali: l’INRCA delle Marche aspetta che la Calabria paghi tra 17 e 20 milioni di euro per la gestione del presidio di Cosenza. Ma Occhiuto li nasconde sotto il tappeto. E il tappeto è ormai stracolmo. Si chiedono risposte entro settembre: la trasparenza qui è solo una parola da manifesto elettorale. (iacchite.blog)
4. Clientelismo e prestanomi
A Reggio Calabria, Cannizzaro e il suo prestanome Comito trasformano aziende “fantasma” in strumenti di copertura per finanziamenti sospetti. E poi ci sono i regali allo scagnozzo del boss Condello: tutto documentato, tutto surreale, eppure nessuno sembra pagare per queste scelte. La politica calabrese si trasforma in un film noir senza finale. (iacchite.blog)
5. La fidanzata, l’ASP e le pagliacciate
Francesca Russo, fidanzata di un venditore di auto, entra all’ASP di Cosenza senza criteri chiari e diventa anche la “presentatrice” degli eventi pubblici di Occhiuto. Il mix tra ruolo pubblico e passerella politica diventa emblematico: risorse pubbliche, favoritismi e scenette da varietà elettorale. (iacchite.blog)
Occhiuto non si accontenta: costruisce un “cerchio magico” dove la madre di Bruni diventa vicesindaco, il sindaco di Spezzano Sila fa il fan sfegatato del Centro Unilab e tutti insieme tessono reti di potere politico-privato. Trasparenza? Un optional. Coerenza? Solo nei titoli di giornale. (iacchite.blog)
7. Lotta interna e giovani candidati
A Corigliano‑Rossano, la Straface prova a fermare i giovani candidati come Mattia Salimbeni, ma Occhiuto li piazza comunque nelle liste civiche. Telefonate, articoli pilotati, zizzania: la politica locale si fa guerra tra famiglie e fazioni interne, mentre chi osserva scuote la testa. (iacchite.blog)
8. Robertino, Nino e il fuoco amico
Anche all’interno dello stesso partito, le tensioni sono palpabili. Robertino Occhiuto si scontra con Nino e Vannacci: tra ombre, “fuoco amico” e mogli abbattute dalle polemiche interne, la scena politica diventa un teatro di conflitti continui. (iacchite.blog)
Non manca la parte numerica: liste con nomi provocatori come “Forza Mafia” raccolgono percentuali di tutto rispetto, Fratelli d’Italia e Lega seguono, mentre i consiglieri eletti confermano che la politica calabrese ha un gusto tutto suo per l’ironia amara. (iacchite.blog)
10. Medici “fuori legge” e Ordine silente
E mentre il resto del palcoscenico politico e mediatico brulica di favoritismi, l’Ordine dei Medici di Cosenza resta zitto di fronte a Garofalo e Bruni, medici che svolgono attività incompatibili senza che nessuno li fermi. Il silenzio dell’Ordine è un’altra prova che in Calabria i conti e la legge spesso si piegano davanti ai potenti. (iacchite.blog )
Occhiuto nei sondaggi sorpassa Jugàle, ma non è un miracolo: è frutto di un sistema consolidato fatto di soldi pubblici, nomine strategiche, clientelismo, media “a libro paga”, favori e alleanze famigliari. In quattro anni ha fatto più del previsto in quarant’anni: il vero sorpasso è sulla trasparenza e sull’onestà, dove la Calabria continua a rimanere ferma… sotto il tappeto.
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