In Calabria, la politica è spesso una questione di tasche più che di idee. E se c’è un nome che negli ultimi anni ha fatto parlare di sé per stipendi, segretari, collaboratori e spese di struttura, quello è Pierluigi Caputo, vicepresidente del Consiglio regionale e astro nascente del centrodestra cosentino.
Quanto ci costa
Stipendio da consigliere regionale + indennità da vicepresidente: oltre 130-150 mila euro lordi all’anno.
Struttura personale: segretari particolari, collaboratori al 50%, “interni” comandati dalla Regione. In totale, tra stipendi e proroghe, si stimano centinaia di migliaia di euro di spesa pubblica nell’arco della legislatura.
Solo per un segretario particolare a tempo pieno si parla di circa 200 mila euro fino al 2025.
In pratica, il cittadino calabrese finanzia una piccola “azienda politica privata” mascherata da ufficio istituzionale.
A che servono tutti questi collaboratori?
Sulla carta: studi, consulenze, supporto normativo, agenda politica, comunicazione.
Nella realtà: inchiostro su atti, qualche conferenza stampa, post su Facebook, e tante chiacchiere su “Città unica”, “ospedali veri”, “svolte storiche”.
Cosa ha fatto per la Calabria
Ha promosso la fusione dei Comuni per la “Grande Cosenza”: progetto che resta più una guerra di campanile che una rivoluzione urbana.
In sanità, ha sostenuto Occhiuto come commissario: tanti annunci, ma gli ospedali restano più spesso sulla carta che sul terreno.
In commissione si è occupato di urbanistica, ambiente e territorio: atti e discussioni, ma pochi risultati concreti.
Insomma: più posizioni che azioni, più promozioni politiche che opere finite.
Coerenza?
Caputo è coerente con una sola cosa: la linea di partito. Sempre allineato con Occhiuto, sempre pronto a difendere l’indifendibile, sempre in prima fila per il potere e mai per i cittadini.
E quando arriva il momento di rendere conto dei risultati, il bilancio è magro: tante promesse, poche consegne.
Il conto per i cittadini
Mettendo insieme emolumenti e staff, Caputo e la sua struttura costano come un ospedale di provincia senza reparti.
Ma, a differenza dell’ospedale, da questa spesa non escono cure, posti letto o pronto soccorso: escono comunicati, nomine e fedeltà al leader di turno...
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