COSENZA: FESTA DEL CIOCCOLATO... E DEGLI INGEGNERI DEL CAZZO DEL COMUNE
Ah, rieccoci al classico “dolce evento con retrogusto amaro”, tipico di Cosenza: la Festa del Cioccolato, dove il cioccolato è l’unica cosa che scorre libera, perché il resto… è tutto bloccato dalle casette di legno.
Tre giorni di dolcezza artigianale, 24-25-26 ottobre. Sì… se non ti serve un’ambulanza, non devi uscire di casa, e non sei un residente o un commerciante esasperato.
La Festa del Cioccolato su Corso Mazzini è tornata: casette di legno e gazebo ovunque, serrati talmente da trasformare il corso in un labirinto da incubo. Sicurezza zero, civiltà calpestata, buon senso evaporato. Ma vuoi mettere le vetrine da foto Instagram e le passerelle politiche de sticazzi?
I commercianti bestemmiano sotto i denti, i residenti si sentono prigionieri in casa propria, e gli organizzatori se ne sbattono la minchia. Un’ambulanza non passa? E chi se ne frega!
Speriamo solo che non succeda niente di grave… tanto a Cosenza siamo ormai cosparsi di ingegneri del cazzo, cresciuti sotto la guida di Maruzzu Occhiuto, il sindaco che ha demolito la visione Manciniana della città e ha fatto di Cosenza un gigantesco labirinto impraticabile. Vero, Ing. De Rose?
E non è tutto: i prezzi del cioccolato salgono alle stelle, tanto che spendi meno da “Scintille“ per un bracciale d’oro che per una tavoletta di fondente. Tre giorni di cioccolato “di lusso” mentre le vie principali soffocano tra casette di legno, ambulanze bloccate e residenti esasperati.
La soluzione logica c'era? Ovvia, certo che c'era: spostare la festa alla Villa Vecchia, recentemente restaurata.
Più sicura, più pittoresca, più accessibile. Che avrebbe reso meno buia e isolata quella parte di Cosenza dimenticata da Dio... e dagli ingegneri del Comune.
Ma chi vuoi che ascolti? Meglio bloccare le vie principali, far finta di organizzare un evento storico e trasformare la città in un set di Tetris urbano.
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