COSENZA VIOLENTA: IL PIANTO MUTO DI CRISTIAN È IL FALLIMENTO DI UNA CITTÀ INTERA
Gli angeli non sempre scendono dal cielo con l'aureola. Non sempre hanno le ali.
A volte hanno gli occhi stanchi, una coperta troppo leggera per il freddo che fa, e un nome che pochi ricordano: Cristian.
Gli angeli così non si toccano. Mai.
Si proteggono, si rispettano, si ringraziano. Perché la loro fragilità è lo specchio che ci rimette al mondo: ci ricorda chi siamo davvero.
E invece qualcuno ha deciso di trasformare un uomo indifeso in un bersaglio. Come già successo ad Ardùzzu, altra anima di strada che conosce più verità lui che mezza città messa insieme. Le aggressioni continuano, l’odio circola, la vigliaccheria si ripete. Stesse mani codarde, stesso copione sporco.
La domanda è sempre più pesante:
Quando arriverà la giustizia per gli ultimi? Per i miti? Per chi non ha nemmeno la forza di alzare la voce?
E qui bisogna smetterla di girare intorno al problema: per queste teste di cazzo non bastano le segnalazioni. Non bastano i provvedimenti.
Serve prenderli e metterli sotto un riflettore. Sputtanarli. Darli in pasto all'opinione pubblica. Serve mostrarli per quello che sono: bestie che colpiscono chi non può difendersi.
E chiunque sappia qualcosa, parli. Subito.
Perché queste bestie non devono farla franca.
Perché ogni omertà è un calcio in più dato a Cristian.
Perché ogni silenzio è un altro angelo lasciato per terra.
E ricordate bene una cosa:
difendendo loro, difendete voi stessi.
Difendete la vostra anima, la vostra dignità, quel poco di umano che ancora resta in un mondo che sembra volerlo dimenticare.
Il sindaco Franz Caruso ha chiesto perdono a nome della città. Gesto che fa onore, certo. Ma la verità è semplice: non basterà un “perdono” finché non arriverà la giustizia. Quella vera. Quella che non lascia scappatoie.
Cristian non è solo un clochard colpito.
Cristian è un confine morale: quello che, se lo oltrepassi, perdi tutto.
E noi, come comunità, abbiamo il dovere — non la scelta — di stare dalla parte degli angeli che non brillano, ma esistono. E resistono.
Perché un angelo non si tocca.
E se lo difendi… salvi te stesso.
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