POLICLINICO UNIVERSITARIO A RENDE: IL MIRACOLO ANNUNCIATO MA NON ANCORA NATO

Dietro la firma, i soldi, le carte e le ombre di un progetto che potrebbe cambiare — o inghiottire — la sanità calabrese.

🔎 CAPITOLO 1. LA FIRMA E LA FESTA

Fine ottobre 2025: a Rende si brinda.
Il consiglio comunale approva all’unanimità lo schema di convenzione per il nuovo ospedale — ribattezzato con entusiasmo Policlinico universitario dell’Unical.
Titoli, foto, applausi, promesse.
Ma tra la firma e le ruspe c’è un oceano di burocrazia, carte, fondi, decreti e, soprattutto, anni.

Il sindaco Sandro Principe lo chiama “un’opportunità storica”.
Giusto. Ma storica potrà diventarlo anche la lunghezza dell’attesa.
Perché — ricordiamolo subito — non siamo in Cina, dove in un mese tirano su un ospedale e lo mettono in funzione.
Qui siamo in Calabria: dove prima si scrive, poi si discute, poi si approva... e poi si riprende da capo.

📑 CAPITOLO 2. LE CARTE UFFICIALI (QUELLE VERE)

Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DocFAP) — Regione Calabria, Atto n. 6 del 21/01/2025.

> Il sito migliore per il nuovo ospedale di Cosenza è Arcavacata di Rende, con un vantaggio netto su Vaglio Lise.
Area complessiva: 13 ettari (11,5 di proprietà Unical).

Schema di accordo e progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE) — approvato dal Consiglio comunale di Rende il 27 ottobre 2025.

> Primo lotto: strada di collegamento essenziale, da concludere entro marzo 2026 o addio fondi PNRR.

Gara per la progettazione PFTE: importo 17.456.464,16 €.

Fin qui, ottimo.
Ma finora solo progettazione, non lavori.
La verità: l’ospedale esiste ancora solo in PowerPoint.

💸 CAPITOLO 3. I SOLDI (E LE NEBBIE)

Per ora ci sono solo 17 milioni per disegnare il progetto. Disegnare... 

Il costo totale dell’opera? Nessuno lo ha ancora comunicato ufficialmente.

I fondi PNRR coprono solo parte delle opere accessorie (la strada, non il policlinico intero).

Mancano ancora: DPCM governativo per istituire l’Azienda Ospedaliero-Universitaria, gara lavori, piano economico-finanziario definitivo.

Traduzione:
La foto della firma vale più dell’avanzamento reale dei lavori.

⚙️ CAPITOLO 4. COSA CI ASPETTA DAVVERO

Fase/Periodo realistico/Situazione:
> Progettazione e accordi 2024 – 2026 In corso
> Gara e appalto principale 2026 – 2028 Da bandire
> Costruzione e infrastrutture 2028 – 2032 In teoria
> Apertura parziale 2032 – 2034 Se va tutto liscio
> Pieno regime 2034 – 2036 + Se non salta nulla

Insomma: prima del 2033 non ci si entra neanche con la fantasia.
E mentre qui si scrivono convenzioni, altrove (vedi Wuhan, Cina) un ospedale nasce in 10 giorni.
Non è questione di paragoni, ma di efficienza: noi non manchiamo di idee, manchiamo di gambe.

⚠️ CAPITOLO 5. I RISCHI (E GLI ALIBI)

1. Campanilismo tossico: Cosenza contro Rende, invece di pretendere insieme un’opera seria.

2. Viabilità: senza la nuova strada, il “policlinico” resta un castello nel nulla.

3. Burocrazia: DPCM, ministeri, permessi, varianti, ricorsi, pareri.

4. Memoria corta: fra dieci anni nessuno si ricorderà chi ha promesso cosa — e allora la colpa sarà di “Roma”.

🧠 CAPITOLO 6. COSA PUÒ DIVENTARE

Se fatto bene, il policlinico universitario all’Unical sarebbe un polo sanitario e di ricerca di alto livello:
formazione medica, ricerca scientifica, attrazione per cervelli in fuga, sinergia università-ospedale.
Un’occasione storica, come dice Principe — ma solo se diventa realtà, non restando eternamente “in progettazione”.

💥 CAPITOLO 7. LA DOMANDA CHE BRUCIA

Perché serve un dossier come questo?
Perché in Calabria tutto finisce in due categorie:
le promesse e gli incompiuti.
E qui rischiamo la terza: l’incompiuto promesso.

🗣️ CAPITOLO 8. LE RICHIESTE (MINIME, MA CHIARE)

1. Pubblicare subito il cronoprogramma ufficiale con scadenze e responsabili.

2. Pubblicare il budget totale con fonti di copertura economica.

3. Aggiornamenti trimestrali pubblici, con avanzamento lavori visibile online.

4. Apertura di un tavolo trasparente con Comune, Regione, Unical e cittadini.

5. Sanzioni e sostituzioni per chi non rispetta i tempi.

“QUI NON SIAMO IN CINA”

Là costruiscono un ospedale in dieci giorni.
Qui, in dieci anni, non siamo ancora sicuri di aver finito la strada per arrivarci.
Ecco perché è necessario rompere i vetri della propaganda, scomodare i silenzi, sputtanare i ritardi.

Perché quando la politica gioca con la sanità, la sanità muore.
E, come sempre, è importante —
denunciare, fotografare, scrivere e ridere.
Per non piangere.

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