LUTTO CITTADINO A CASTROLIBERO: ORLANDINO SALUTA IL CONSIGLIO COMUNALE

CASTROLIBERO — “La mia città rimane il motivo principale… per cui guadagno di più senza fare un cazzo”. 
Orlandino Greco dice addio solo al Consiglio (che però manco se ne è accorto)
E il Comune, commosso, proclama il lutto cittadino.
Per la fine di un’epoca?
No. Per la fine del teatrino. Per la fine di un amministratore inutile. Per la vergogna di essere catalogati come leghisti. 

Orlandino, nato meridionalista DOC, di quelli che “la Lega mai, mai nella vita”, ha ricordato con orgoglio il suo nuovo ruolo da consigliere regionale... proprio della Lega.
Risate soffocate in sala.
Un consigliere non ha resistito e ha mormorato:
Da meridionalista a leghista… fra poco si candida anche per la Val Brembana. È il primo politico multistagionale: si abbina a tutto...anche alle mutande di Salvini

Un altro gli ha passato per scherzo una Padania card, chiedendo:
Ti serve per la raccolta punti?

Seduta di Consiglio comunale a Castrolibero: ultimo giro di valzer per Orlandino Greco nelle vesti di sindaco. Pareva di essere dentro una canzone di Grignani: malinconia, atmosfera sospesa… mancava solo qualcuno che gli dicesse: “Ma mòvati e vavatìnne, che fai più bella figura.

All'uscita qualcuno ha inteso bene distribuire due Gaviscon a testa... tanto era il bruciore di stomaco. 

Dopo il celebre iter della “decadenza”, che ormai è diventato più lungo della Salerno–Reggio Calabria, Greco si presenta sereno, pettinato e pronto a rassicurare tutti:
Tranquilli, lascio il Consiglio, non la scena.

Ha ringraziato i colleghi, la comunità, i lampioni, gli arredi urbani e pure la Torre dell'Orologio (che finalmente funziona meglio di certe decisioni prese negli anni). Emozionatissimo, ha detto di voler mantenere “un pensiero affettuoso” a chi ha condiviso con lui “questi anni meravigliosi”.
Chi era presente giura di aver visto almeno tre persone cercare su Google: “cosa cazzo ho condiviso esattamente con questo qua?


Poi il colpo di genio:
«La maggioranza serve a condividere, ma la qualità delle decisioni dipende dai fatti».
Un momento di pura filosofia calabrese: applausi, occhi lucidi, e un consigliere che mormora:
E sti fatti, però, quando li vediamo?

Greco ha ribadito che, pur non essendo più in aula, continuerà a vigilare sul piano morale.

In quel momento molti facevano finta di sistemarsi il cavallo dei pantaloni, ma l'intenzione era un'altra. L’intera platea ha capito in quel momento che le telecamere dell’aula, da domani, saranno superflue.

Ha poi spiegato che la sua fiamma per Castrolibero brucia ancora, forte, eterna, quasi un’ossessione. Manca solo la targa:
A Orlandino, innamorato di Castrolibero non corrisposto.

Nel discorso finale, ha ricordato che ora farà il consigliere regionale: “Se vi dovessi mancare, sarò comunque vicino a voi.
Un brivido ha attraversato la sala:
non era necessario dirlo.

Ma ecco il suo discorso per intero:
Cari cittadini,
eccoci qua! Niente paura, anche se lascio il Consiglio, non lascio voi… vi controllo meglio da lontano!
E non fate quelle facce: sì, è vero, sono passato dalla bandiera calabrese alla bandiera padana…
ma che ci volete fare? Io sono un politico multitasking!
Una volta ero meridionalista, oggi leghista, domani magari passo ai francescani…
Signori miei, io non cambio idea:
aggiorno la versione!

E lasciatemi dire:
Ciccio Serra è l’uomo giusto!
È affidabile, è discreto, non parla mai…
insomma: il sindaco perfetto per chi deve continuare a decidere al posto suo!

Da oggi sarò Consigliere regionale:
un ruolo impegnativo, serissimo, delicato…
Però tranquilli:
avrete sempre il mio spirito, la mia guida morale e la mia ombra gigante sopra di voi.

Grazie Castrolibero!
E ricordate:
se vi manco, basta guardare dove la Lega prende un voto in più… lì ci sono io.”
La sala trattiene il fiato.
Un assessore bisbiglia:
Commovente. È come vedere Totò che diventa testimonial della Guardia di Finanza.”

Uno dietro aggiunge:
Da ‘terronissimo’ a ‘lumbard-friendly’. Se continua così, a Natale lo troviamo a cantare ‘Oh mia bela Madunina’ davanti al Municipio.

Infine, l’erede designato, Francesco Serra, ha promesso continuità, dialogo, competenza, rispetto e tutte quelle parole che ogni volta che le senti sai già che… vabbè.

E mentre tutti uscivano, qualche cittadino ha chiesto conferma alla segreteria:
“Ma il lutto cittadino è per il suo addio?”
Risposta secca:
“No, è per tutto il resto”.

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