MARIO CARELLI: IL POLITICO CALABRESE CHE NON ELEGGI MA TI RITROVI OVUNQUE

Se cercate un caso di studio su come sopravvivere nella politica calabrese senza essere eletti, senza lavorare e senza fare nulla di concreto, guardate Mario Carelli. È un fenomeno unico, un ibrido tra pac-man, influencer improvvisato e “imprenditore del nulla” certificato.
Ex candidato alle regionali nel collegio cosentino, ha raccolto 2.254 preferenze. Non sufficienti per entrare in Consiglio, ma più che sufficienti per garantirsi un posto fisso negli elenchi delle nomine pubbliche pre-elettorali, quelle che in Calabria chiamano affettuosamente “nomine della 39”.

CHE LAVORO FA?

Nessuno lo sa. Probabilmente non ha mai lavorato un giorno in vita sua. Si sa solo che possiede un lido e lavora tre mesi all’anno. Tre mesi! Per il resto, il suo mestiere ufficiale sembra essere:

> apparire nei selfie con VIP e politici,
> presentare domande per poltrone e CdA di enti pubblici,
> raccogliere gettoni di presenza come fossero figurine Panini.
E qui arriva il bello: il suo maquillage politico, il fatto che si faccia chiamare onorevole, e i selfie con personaggi come Matilde Siracusano, Durigon, Marco Rizzo, il Ministro Lollobrigida, Orlandino Greco... non sono che un teatrino. Le foto sono strumenti di prestigio fittizio, il suo modo di trasformare il nulla in carriera apparente, esattamente come uno che va a un concerto di Vasco Rossi e si fa fotografare per poter dire: “Io conoscevo Vasco”.

NOI NON LO CONOSCEVAMO… FINCHÉ NON ABBIAMO INTERAGITO CON LUI SU FACEBOOK 

Successe che, vedendo Orlandino Greco, ennesimo politico ospite a cena da lui tra piatti luculliani, scriviamo un commento sotto un suo post:
> “A Orlandino solo questo interessa: mangiare.

E qui succede l’inspiegabile: Carelli mi risponde, con un tono che sa tanto di ammonimento da perfetto "spadaccino":

> “Ti consiglio di volare basso… come ti permetti in casa mia? Ti compro e ti vendo.”

Come se Facebook fosse casa sua, e non un social aperto a tutti. Da lì ho deciso di approfondire la conoscenza. E il risultato è questo dossier satirico, la prova di quanto sia unico il fenomeno Carelli: un uomo del nulla che appare ovunque, colleziona nomine e selfie, e trasforma ogni piattaforma in una vetrina di potere immaginario.
LA CARRIERA “MULTIRUOLO”

Carelli è un polimorfo della politica calabrese:

> Oggi candidato al Parco regionale,
> Domani aspirante nel CdA del Consorzio del Bergamotto,
>Dopodomani garante dell’infanzia o di qualche ente dimenticato da Dio,
> E se serve, pronto a comparire come esperto di bonsai calabresi.

Non lo eleggono? Si ricandida. Non lo ricandidano? Si propone per una nomina. Non lo nominano? Magicamente spunta in un’altra lista
È praticamente come Pac-Man: lo mandi KO, lui riappare dall’altra parte dello schermo pronto a divorare un altro gettone di presenza.

PASSATO CHE FA SCUOLA 

Nel 2006 era portaborse di Cosimo Cherubini, consigliere regionale dello SDI poi condannato per associazione mafiosa nel processo Falsa Politica.
Questo non significa che lui è lo stesso, ma in Calabria, come dice il proverbio: “dimmi con chi vai…”
E se portavi il caffè a Cherubini nel 2006, beh, il curriculum politico perde un po’ di smalto.
IL FENOMENO CARELLI IN AZIONE 

Carelli è l’uomo che vive di politica e selfie, mentre il lavoro vero resta un dettaglio irrilevante. Ogni nomina pubblica diventa un livello del videogioco. Ogni foto con un VIP è un trofeo. Ogni gettone di presenza un punto esperienza.
E mentre migliaia di giovani scappano dalla Calabria in cerca di lavoro vero, Carelli continua a girare tra poltrone, flash dei selfie e il lido stagionale, insegnando l’arte di sembrare indispensabile senza esserlo mai.

COME RICONOSCERE UN CARELLI IN NATURA 

Compare in tutte le foto importanti, anche se non ha mai fatto nulla.

Ha sempre un selfie con un VIP pronto a mostrare.

Le nomine pubbliche sembrano seguirlo come api sul miele.

Puoi scrivergli su Facebook a cuore aperto, e rischi di ricevere ammonimenti in stile mafia virtuale: “Ti consiglio di volare basso… ti compro e ti vendo.”
Insomma, Carelli è la versione calabrese del politico multitasking: niente lavoro concreto, tutto apparire, tutto poltrone e selfie. Una macchina del nulla, in grado di sopravvivere e prosperare mentre tutti intorno a lui provano a fare la vita reale.

Mario Carelli è il simbolo perfetto della politica spettacolo calabrese:

> L’uomo del nulla che sembra ovunque,

> Il maestro della presenza senza merito,

> L’imprenditore del nulla che usa selfie, nomine e intimidazioni virtuali come fossero oro.
È l’uomo che nessuno vota, ma tutti trovano in lista, il pac-man della politica calabrese, l’eroe involontario di un teatro tragicomico che continua a ripetersi ogni volta che si avvicina una nomina pre-elettorale.
E attenzione: se provi a commentare, potresti sentirti dire di “volare basso” o che “ti compro e ti vendo”. 
Benvenuti nel mondo di Carelli: la politica spettacolo, versione Calabria, con gettoni di presenza e selfie da urlo.

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