LA BEFANA A ORLANDINO GRECO: DOLCETTO O SCHERZETTO? "

C’era una volta la Befana, le caramelle, i bambini felici e… Orlandino Greco che abbuscàva. 
No, non è l’inizio di una barzelletta calabrese, è cronaca locale con contusione inclusa.
Ieri sera a Castrolibero, nel rione Santa Lucia, la tradizionale festa della Befana si è trasformata in una specie di cinepanettone politico, con scena madre incorporata. Protagonista involontario: Orlandino Greco, ex sindaco del paese, oggi consigliere regionale della Lega, uomo dalle mille vite politiche e dalle mille tessere di partito, una più consumata dell’altra.

Tra una calza, un applauso e un “ohhh” dei bambini, ecco il colpo di scena. Due scaffettùni. In faccia. Dal vivo. Senza filtri. Altro che opposizione in Consiglio regionale: questa era opposizione corpo a corpo.

Secondo il racconto, l’aggressore era una persona conosciuta da Greco. Quindi niente misterioso sicario, niente complotti internazionali, niente CIA, niente ‘ndrangheta, niente servizi segreti deviati. Solo un conoscente, una mano chiusa e una faccia aperta. Tutto davanti a bambini, genitori, parroco e Befana. Manco nei presepi viventi succedono più certe cose.

Risultato: Pronto Soccorso all’Annunziata di Cosenza, perché la politica calabrese logora chi non ce l’ha… ma pure chi ce l’ha, a quanto pare. E ovviamente denuncia ai Carabinieri, perché dopo il pugno arriva sempre il comunicato, e dopo il comunicato arriva sempre la solidarietà bipartisan. Quella cosa bellissima in cui gente che fino a ieri ti odiava oggi ti manda cuoricini istituzionali.

Ora, diciamolo chiaramente: Orlandino Greco è un personaggio che sembra uscito da una serie TV. Uno che ha amministrato Castrolibero, poi ha cambiato casacca, poi è finito alla Lega, poi è diventato simbolo vivente del “non è un tradimento, è un’evoluzione. Uno che riesce a litigare politicamente pure con la propria ombra, figurarsi con un elettore in carne e ossa.
E infatti, se c’è un posto dove una cosa del genere poteva succedere, era proprio una festa pubblica. Non una stanza chiusa, non un vicolo buio. No. Una festa per bambini. Perché in Calabria il surrealismo non è una corrente artistica, è un metodo amministrativo.

La scena è perfetta:
– la Befana che distribuisce dolci
– il parroco che benedice
– i bambini che guardano
– e Orlandino che vola simbolicamente dalla politica regionale al pronto soccorso. 

Una lezione educativa potentissima per i più piccoli: “Studiate, comportatevi bene… o finite in Consiglio regionale”.
Ora tutti si affrettano a dire: “Condanniamo il gesto”. Giusto. Sacrosanto. La violenza è sempre sbagliata. Ma resta una domanda che aleggia come il carbone nella calza:
com’è possibile che attorno a Orlandino Greco succeda sempre qualcosa?

Risse, tensioni, rotture, polemiche, cambi di bandiera, malumori, facce storte. Se Greco fosse un evento atmosferico, sarebbe classificato come perturbazione politica persistente.

E naturalmente, come in ogni buona commedia all’italiana, resta il grande mistero dell’aggressore. 

Chi l’ha menato? I comunisti travestiti da Befana? I fascisti in incognito tra i quazìetti dei bambini? Oppure qualcuno a cui Orlandino aveva fatto una promessa e poi… beh, diciamo che la memoria elettorale è corta ma quella delle promesse tradite lo è ancora di più?
Gli inquirenti indagano. Tra un dolcetto e un cioccolatino, cercano di capire se dietro al pugno ci sia ideologia, rancore politico o un semplice “ti avevo detto che ti avrei dato quel posto e non l’ho fatto”. Nel frattempo, Orlandino medita sul significato profondo della festa della Befana: distribuire caramelle o… ricevere scaffettùni?

Benvenuti a Castrolibero, dove anche la politica locale diventa una soap opera a base di quazìetti, bambini e "cioccolatini".

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