COSENZA: IL POTERE HA PAURA DI "IACCHITÈ" E DELLA LIBERA INFORMAZIONE

Comunicato de "LA BASE" - COSENZA

"LA LIBERA INFORMAZIONE NON SI ARRESTA: LA BASE È COMPLICE DI IACCHITÈ
Cosenza è di nuovo teatro di un pericoloso restringimento della libertà di stampa e di espressione che non ammette silenzi o posizioni di comodo.
Esprimiamo la nostra totale complicità a Iacchitè, bersaglio dell’ennesimo e squallido tentativo di imbavagliare chi disturba il potere.
L’ennesimo sequestro e l’oscuramento di Iacchitè, ordinato dalla Procura di Cosenza, tristemente e giustamente nota come porto delle nebbie, non è un semplice attacco formale alla libertà di stampa.
È una dichiarazione di guerra alla militanza attiva, a chi fa informazione senza padroni, senza sconti e senza giri di parole.

Il mandante politico di questa infame operazione ha un nome e un cognome: Roberto Occhiuto.
Un Presidente evidentemente allergico alle critiche e alle opposizioni, che tenta di utilizzare una magistratura compiacente come un manganello per tappare la bocca a chi gli urla la verità in faccia.

Mascherare l’inchiesta e la denuncia sociale dietro accuse ridicole e strumentali come “stalking” o “atti persecutori” è l’ultimo delirio di un sistema di potere arrogante ma terrorizzato.
La realtà non si cancella cancellando un server.
Oggi non si tratta di difendere solo una testata giornalistica, ma di difendere un metodo:
l’inchiesta dura, la denuncia spietata, l’azione politica contro i parassiti che divorano i nostri territori.
Come è già avvenuto per le aggressioni fisiche subite da Michele e Gabriele e per le decine di tentativi di chiudere il sito di informazione, anche oggi siamo al fianco di Iacchitè.

Ieri come oggi, questo non è il tempo dei distinguo, dei se o dei ma.
Prendere parola significa difendere la libertà di espressione e di opposizione".
La Base

QUI NON È CENSURA: È PAURA
Chiamiamola col suo nome, senza ipocrisie da salotto.
Quello che sta succedendo a Iacchitè non è tutela, non è giustizia, non è legalità.

È paura allo stato puro.
Paura di chi racconta quello che altri fingono di non vedere.
Paura di un’informazione che non chiede permesso, non fa riverenze, non si inginocchia davanti al potere regionale, giudiziario o politico.
Usare accuse come stalking o atti persecutori per zittire un giornale significa una cosa sola:
non sanno più come difendersi nel merito e passano alla repressione.
Oscurare un sito non cancella i fatti.
Oscurare una voce non cancella le responsabilità.

Oscurare Iacchitè serve solo a rendere ancora più evidente il marcio che si vuole nascondere.
Qui non è in gioco una testata.
È in gioco un principio basilare: chi denuncia deve essere protetto, non perseguito.
E quando succede il contrario, il problema non è il giornalismo.
Il problema è il potere.

Chi oggi tace, domani non potrà dire “non sapevo”.
Chi oggi si gira dall’altra parte, domani scoprirà che il silenzio non protegge nessuno.

Noi stiamo con Iacchitè senza condizioni, senza distinguo, senza paura.
Perché quando colpiscono uno che racconta la verità, il bersaglio successivo è sempre la società intera.
E a chi pensa di spegnere tutto con un decreto, una firma o un sequestro, va detto chiaramente: avete solo acceso un incendio più grande.
Anche Calabria Magazine, come La Base non abbassa la testa.
E la verità, piaccia o no, continua a camminare! 

Commenti

Anonimo ha detto…
Ribelliamoci tutti a questo ignobile soppruso!!!
Anonimo ha detto…
Andate avanti. È inammissibile che venga limitata la verità

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