FARAGALLI ELETTO PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI COSENZA, L'ENTE PIÙ INUTILE D'ITALIA
LA PROVINCIA RISORGE (MA SOLO PER CHI CI CAMPA)
FARAGALLI PRESIDENTE, LA POLTRONA PIÙ INUTILE D’ITALIA TROVA IL SUO NUOVO INQUILINO
In Calabria succede una cosa meravigliosa. Più un ente serve a poco, più la politica lo tratta come se fosse il Quirinale. Ed ecco che Biagio Faragalli, sindaco di Montalto, diventa il nuovo presidente della Provincia di Cosenza.
Una nomina talmente imprevedibile che la conoscevano tutti già prima delle votazioni. In pratica mancava solo il timbro.
La Provincia, per chi avesse perso gli ultimi quindici anni di riforme incompiute, è quell’ente che doveva essere abolito. Poi ridotto. Poi riformato. Poi riformato di nuovo. Alla fine è rimasto lì, come un vecchio mobile ereditato dalla zia: non serve davvero, ma buttarlo dispiace e quindi lo riempi di soprammobili.
E qualcuno, ovviamente, sopra ci si deve sedere. E chi se non uno della cricca dei Fasciolegaioli di Calabria?
IL GALLO CHE CANTA E I SINDACI CHE ACCORRONO
Determinante, raccontano le cronache politiche e le sagre del pesce di paese, sarebbe stato Gianluca Gallo, alias Gallo Cedrone, figura ormai centrale nel folklore istituzionale calabrese.
Il Gallo che canta e i sindaci che accorrono.
E così la provincia cosentina ha assistito all’ennesimo rito democratico locale: amministratori convocati come a una grande rimpatriata, ai quali è stato detto, senza mezzi termini: Faragalli deve diventare presidente!". Punto.
E siccome più di mezza provincia è governata da sindaci fasciolegaioli... a minestra è conzàta.
E quindi, tra una sagra d’a purpètta, una stretta di mano strategica e un paio di bicchieri di Cirò, il risultato è maturato con la naturalezza delle cose già decise.
In Calabria la politica funziona un po’ come la vendemmia: ci si organizza prima, poi si raccolgono i voti.
IL DESTINO SCRITTO NEL COGNOME
Qualcuno, con spirito quasi accademico, ha fatto notare una curiosità linguistica.
Faragalli.
Ora, senza disturbare l’Accademia della Crusca, pare quasi inevitabile che uno con quel cognome venga politicamente “battezzato” da un Gallo.
Quando l’etimologia incontra la politica calabrese nascono coincidenze che neanche l’oroscopo di Paolo Fox.
GLI AUGURI DI OCCHIUTO E L’ARTE DELLA TORTA
Naturalmente non poteva mancare il messaggio istituzionale del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che ha fatto i complimenti al neo presidente e ringraziato la squadra di Forza Italia per la compattezza dimostrata.
Compattezza che, va detto, nel dividersi la torta resta una delle competenze più solide della politica regionale. In quell’attività non li batte nessuno. Precisione chirurgica.
Occhiuto, con la solennità delle grandi occasioni, ha dichiarato:
“Sono certo che tra la Regione Calabria e la Provincia di Cosenza continuerà a svilupparsi una collaborazione proficua e costruttiva.”
Parole importanti. Parole pesanti. Parole che, tradotte dal politichese all’italiano corrente, suonano più o meno così: continueremo a lavorare insieme.
Lavorare.
Un verbo che in Calabria, quando entra nei comunicati stampa politici, crea sempre un leggero momento di smarrimento.
Che se davvero il Faragalli avesse accumulato meriti nell'amministrare Il Comune di Montalto Uffugo... certamente le lodi si sarebbero prolungate. Ma siccome la sua azione amministrativa, in circa due anni di mandato ha prodotto solo Tik Tok, lo stesso presidente si è trovato in difficoltà ed ha preferito "tergiversare".
FARAGALLI E IL PROGRAMMA PIÙ AMBIZIOSO DELLA STORIA PROVINCIALE
Il neo presidente Faragalli, visibilmente commosso dall’incarico e dalla prospettiva dello stipendio che lo accompagnerà nel suo nuovo percorso istituzionale, ha ringraziato il partito per la fiducia dimostrata.
Poi, con l’entusiasmo tipico dei primi giorni di mandato e con l’aria di chi vuole subito conquistare la copertina, ha annunciato i primi dieci punti della sua azione di governo provinciale (macché!).
Un programma ambizioso. Visionario. In alcuni casi persino fantascientifico, che a noi di Calabria Magazine ci piace sintetizzarlo cosi:
1. Eliminare tutte le buche delle strade provinciali entro 48 ore, anche quelle che nel frattempo si apriranno mentre parlava.
2. Trasformare la Provincia di Cosenza nella prima area d’Europa con traffico scorrevole, grazie a una rivoluzionaria tecnologia: il buon senso.
3. Ridurre la burocrazia provinciale del 90%, semplicemente smettendo di produrla.
4. Far funzionare ogni ufficio pubblico al primo tentativo, senza file, senza timbri e senza la frase “torni domani”.
5. Convincere ANAS, Regione, Comuni e Università a collaborare senza litigare, evento che la scienza considera più raro dell’allineamento dei pianeti.
6. Trasformare ogni strada provinciale in una pista liscia come un biliardo, capace di far invidia alle autostrade svizzere.
7. Ridurre il tempo medio delle pratiche amministrative da sei mesi a sei minuti, record mondiale riconosciuto dal Guinness.
8. Far sparire le frane della Sila con un decreto motivazionale. Dare agli alluvionati dei Laghi di Sibari e a tutti i cittadini della Provincia colpiti, il giusto risarcimento, per la responsabilità avuta nelle calamità sopracitate.
9. Convincere i cittadini che la Provincia serve davvero a qualcosa.
10. E infine, il punto più difficile: riuscire a fare tutto questo senza che qualcuno gli chieda davvero di farlo.
LA CALABRIA, DOVE L’INUTILITÀ FA CARRIERA
La verità è semplice e un po’ crudele.
In Calabria l’inutilità non blocca le carriere politiche. Le accompagna.
L’inerzia amministrativa non è un ostacolo. È quasi una competenza.
E mentre i cittadini continuano a chiedersi a cosa serva davvero la Provincia, la politica locale dimostra ancora una volta la sua filosofia preferita: se una macchina non funziona, non si aggiusta.
Si cambia semplicemente il conducente.
E si riparte.
Magari dopo un’altra sagra. E con un altro fiasco di Cirò sul tavolo.
E dato che il Faragalli è anche farmacista, possiamo usare un eufemismo paragonando la sua elezione all'ennesima SUPPOSTA inserita a forza, da questa destra incompetente, avida e mangiona, nel culo di tutti i Calabresi?
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