L'AMOR CHE MOVE IL CIELO, LE ALTRE STELLE E... LE POLTRONE

AMORE DI STATO
(quando Cupido prende servizio al Viminale e non chiede ferie)
Succede così, con la delicatezza di un petardo buttato in chiesa nel bel mezzo di una messa: “Ho una relazione con Piantedosi”.
Detto. Fine. Sipario che si apre e pubblico già in piedi, metà sconvolto e metà pronto a godersi lo spettacolo.
E parte il solito film, ma con un twist: non è solo gossip, non è solo politica, è quella zona magica dove tutto si mescola e diventa improvvisamente “normale”.
Normale come certe coincidenze che in Italia capitano con una precisione svizzera… ma senza la puntualità.

Ora, facciamo chiarezza subito, così evitiamo di perdere tempo: siamo noi che non capiamo un cazzo dell’amore.
Perché qui non siamo davanti a una storiella qualsiasi. No. Qui siamo a livelli superiori. Roba che supera la fisica, la logica e pure il buon senso.
E lasciamo perdere i paragoni con altre storie. Non è la stessa cosa. Qui c’è un upgrade. Una versione premium dell’amore all’italiana.

Altro che passato: questo è il futuro, purtroppo già installato.
Se Freud fosse dei nostri tempi, dopo aver sentito una storia del genere, avrebbe chiuso tutto, spento la luce e detto:
Ho dedicato la mia vita a studiare la psiche umana… ma era meglio se andavo a fighe!
E sinceramente, difficile dargli torto.
Perché qui l’amore non è solo sentimento. È strategia, equilibrio, architettura.
È roba che non si spezza, non si incrina, non vacilla.
Sta lì, solido. Seduto. Comodo.

E allora arriva la domanda da bar, quella che tutti fanno con aria finta intelligente:
Eh però lui 63 anni, lei 34…
E che cazzo mi significa?
Non eravamo quelli che dicevano che l’età non conta? Che l’amore supera tutto? Che i numeri sono solo numeri?
Dai, decidiamoci.
Vi siete chiesti che età ha la poltrona?
Perché è quella che fa davvero la differenza.
Quella non invecchia mai. Non cambia. Non molla.
E soprattutto, non tradisce.
Altro che differenza d’età. Qui la vera relazione stabile è quella con la seduta.
E si vede. Si vede eccome.
Ecchisenefrega se fuori la gente si arrangia, stringe la cinghia, tira a campare. Dentro invece si costruiscono storie che resistono a tutto: polemiche, articoli, indignazioni a scadenza.
Perché tanto funziona sempre così: si parla, si ride, ci si scandalizza un attimo… e poi via, avanti il prossimo.

Nel frattempo, nei piani alti, qualcuno mantiene la calma istituzionale.
“Abbiamo verificato.”
“È tutto regolare.”
“Non c’è nulla.”
Certo.
Nulla… a parte il solito copione recitato con la sicurezza di chi sa che tanto, alla fine, non succederà niente.

E poi c’è il momento poesia. Quello alto. Quello che eleva tutto.
Si dice che appena la notizia è arrivata alla Meloni, il motto di Fratelli d'Italia sia stato subito aggiornato in tempo reale:
“Dio, Patria e Amante!”
Sintesi perfetta. Più chiaro di così si muore.
Alla fine resta una verità semplice, quasi tenera:
non è che loro esagerano… siamo noi che siamo rimasti fermi a un’idea vecchia dell’amore.
Quella ingenua, fatta di sentimenti e basta.
Qui siamo oltre.
Qui siamo all’amore moderno, quello che non si limita a far battere il cuore… ma muove anche cose più concrete.

Perché sì, è proprio vero:
l’amor che move il cielo e le altre stelle…
ma in Italia ha fatto un piccolo upgrade:
👉 Mo muove pure le poltrone.

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