​OLTRE IL MURO DEL "TUTTO BENE": SE LA FRAGILITÀ DIVENTA INVISIBILE AI NOSTRI OCCHI

​OLTRE IL MURO DEL "TUTTO BENE": SE LA FRAGILITÀ DIVENTA INVISIBILE AI NOSTRI OCCHI 
​di Pasqualina Florio, educatrice
​Come educatrice, sono abituata a leggere tra le righe, a interpretare un disegno, a dare un senso  a un silenzio prolungato. 
Ma davanti alla tragedia di Catanzaro, anche le parole della pedagogia sembrano farsi piccole, quasi impotenti. 

Eppure, proprio ora, abbiamo il dovere di non distogliere lo sguardo.
​Quello che è accaduto non è "solo" un fatto di cronaca nera. È un fallimento collettivo che ci interroga su un punto cruciale: che fine ha fatto la nostra capacità di scorgere la crepa dietro la facciata della normalità?

​L’inganno della "Famiglia Mulino Bianco"
​Viviamo in un’epoca che idolatra la performance. Dobbiamo essere genitori impeccabili, partner presenti, lavoratori instancabili. E questa pressione si traduce spesso in una maschera di "normalità" che indossiamo per rassicurare il mondo (e noi stessi) che tutto procede come da piani.
​In ambito educativo, lo chiamiamo spesso "isolamento emotivo". 
Una donna, una madre, può trovarsi immersa in una quotidianità piena di impegni – un matrimonio da organizzare, tre figli da crescere – eppure sentirsi in un deserto totale.

Quando la sofferenza non trova un linguaggio per essere espressa, o quando sente di non avere il "permesso sociale" di esistere perché "hai tutto per essere felice", essa scava dentro fino a diventare un urlo muto che esplode nel gesto più estremo.

​Educare all’ascolto del silenzio.
​Spesso ci concentriamo sull’educare i bambini alla felicità, ma dimentichiamo di educare gli adulti (e noi stessi) alla vulnerabilità.
Come educatori, sappiamo che il benessere di un bambino passa inevitabilmente attraverso l’equilibrio emotivo di chi se ne prende cura. 
Non possiamo più permetterci di guardare alle famiglie come a isole felici e autosufficienti.

​Dobbiamo tornare a essere "comunità educante":
​Smettere di chiedere "Come stai?" per formalità. Dobbiamo imparare a guardare negli occhi l'altro e reggere il peso di una risposta negativa. 
​Abbatte lo stigma del disagio psicologico. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza o di cattiva genitorialità, ma un atto di immenso amore e responsabilità.

Creare reti di prossimità.  
​Restare presenti, restare umani.
​Questa tragedia ci lascia un’eredità pesante: l’obbligo di restare presenti. Non ignorate mai un silenzio troppo lungo, un sorriso che sembra una smorfia, una stanchezza che supera il corpo e arriva all'anima.

​Come educatrice, il mio impegno è quello di non smettere mai di cercare la luce anche nei tunnel più bui, ma per farlo abbiamo bisogno che nessuno si senta più giudicato per la propria fragilità. Perché dietro una vita che appare "normale", a volte, si sta combattendo una guerra che nessuno ha saputo vedere. 
E quella guerra non si vince da soli.

Commenti

Walter Pugliese ha detto…
Assolutamente ineccepibile questo commento! A tante, tante persone manca anche un "come stai" così . .insipido ma purchè ci sia! Io sono uno di quelli!! Ma meglio sarebbe volerci piu' bene tutti.. questi drammatici eventi sono destinati a ripetersi in una società che genera BOT UMANI, sovraccarichi di produttività e perfezione da inseguire in tutti gli ambiti, tranne che nel cuore.. mostri che camminano con le sembianze di persone normali, perfette.. dicevano i pooh "perduti nel corriere della sera..". Dialoghi che non esistono, solo chat e virtualità. Siamo vicini al baratro dei veri valori umani, mi sovvengono le parole di Falcone che disse che la mafia(ma è un discorso generale intendiamoci) come tutti i fatti umani ha un inizio ed avrà una fine. I fenomeni umani, in generale, hanno un inizio ed una fine. Quindi la speranza è che le cose cambino, che la società cambi che ritornino i veri valori. Come appunto fare una telefonata( non i messaggi maledetti) così... " come stai"????

Post popolari in questo blog

MARCO AMBROGIO, UN PARASSITA POLITICO DAI MODI DA RAS NAZISTA.

CASTROLIBERO: IL PAESE DOVE LA POLITICA È UN ROMANZO ROSA

CASTROLIBERO 2026: IL CIRCO DEI CAZZI, CUCUZZÌEDDRI E OVA