CALABRIA: IN ARRIVO 245 MILIONI - COMUNI PREMIATI E COMUNI FANTASMA
245 MILIONI SULLA CALABRIA: COMUNI PREMIATI, COMUNI FANTASMA E LA GRANDE CORSA CONTRO IL TEMPO
La Calabria si risveglia improvvisamente ricca. Non felice, attenzione. Quello è un upgrade che richiede ancora parecchi aggiornamenti di sistema. Però ricca sì. Almeno sulla carta.
Parliamo di quasi 245 milioni di euro destinati a mettere in sicurezza strade, scuole, ponti, versanti franosi e territori che da anni resistono più per fede popolare che per manutenzione pubblica. Una pioggia di denaro da 244.791.432,49 euro distribuita su 271 interventi in 183 Comuni calabresi.
Una cifra enorme. Talmente enorme che in alcuni uffici tecnici pare abbiano acceso il computer senza bestemmiare per la prima volta dal 2009.
LA CALABRIA DEL “SPERIAMO CHE REGGA”
Per decenni abbiamo vissuto nel regno del rattoppo creativo:
- buche asfaltate con la convinzione spirituale
- ponti monitorati “a sentimento”
- scuole con infiltrazioni ormai considerate microclima interno
- strade provinciali che dopo un temporale sembrano scene post-apocalittiche girate con budget ridotto
Ora però i soldi ci sono davvero.
Il decreto del Ministero dell’Interno, insieme al Mef, ha sbloccato fondi nazionali per il triennio 2026-2028. E improvvisamente tutti parlano di:
- resilienza territoriale
- messa in sicurezza
- progettazione strategica
Che tradotto dal politichese significa: “Per favore, stavolta non facciamo crollare nulla”.
COSENZA COMANDA LA CLASSIFICA
La provincia di Cosenza si prende la fetta più grossa:
96.856.202 euro
destinati a 74 Comuni e 95 interventi.
Segue:
- Reggio Calabria: 59,5 milioni
- Catanzaro: 37,5 milioni
- Vibo Valentia: 27,2 milioni
- Crotone: 23,4 milioni
Praticamente una gigantesca corsa a ostacoli tra ruspe, PEC ignorate e determine dirigenziali scritte in aramaico amministrativo.
I COMUNI “MILIONARI” DEL COSENTINO
A guidare la classifica troviamo:
- Rende: 5 milioni di euro
- Acri: 2,5 milioni
- Amantea: 2,5 milioni
- Bisignano: 2,5 milioni
- Crosia: 2,5 milioni
- Fuscaldo: 2,5 milioni
- Luzzi: 2,5 milioni
- Montalto Uffugo: 2,5 milioni
- San Lucido: 2,5 milioni
- Scalea: 2,5 milioni
- Spezzano Albanese: 2,5 milioni
- Cariati: 2,49 milioni
- Paola: 2,46 milioni
- Mendicino: oltre 2,3 milioni
- San Giovanni in Fiore: 1,65 milioni
- Corigliano-Rossano: 1,2 milioni
- Roggiano Gravina: 1,15 milioni
E poi arriva la grande armata del “milione tondo”, categoria amatissima dai sindaci perché permette comunicati stampa con parole come: “storico”, “epocale” e “senza precedenti”.
Ricevono circa 1 milione:
- Acquappesa
- Canna
- Diamante
- Fagnano Castello
- Firmo
- Francavilla Marittima
- Guardia Piemontese
- Lappano
- Longobucco
- Montegiordano
- Nocara
- Orsomarso
- Panettieri
- Pietrafitta
- Roseto Capo Spulico
- San Demetrio Corone
- San Donato di Ninea
- San Giorgio Albanese
- San Lorenzo Bellizzi
- San Nicola Arcella
- San Pietro in Amantea
- San Vincenzo La Costa
- Spezzano della Sila
- Terranova da Sibari
- Verbicaro
Somme vicine ai 999 mila euro invece per:
- Amendolara
- Aprigliano
- Bianchi
- Bocchigliero
- Caloveto
- Colosimi
- Dipignano
- Grimaldi
- Marano Principato
- Papasidero
- Pedivigliano
- San Martino di Finita
- San Pietro in Guarano
- Tarsia
- Torano Castello
- Zumpano
Chiudono il quadro:
- Carolei: 672 mila euro
- Marzi: 806 mila euro
- San Fili: 885 mila euro
- San Lorenzo del Vallo: 317 mila euro
Una gigantesca distribuzione di fondi che trasforma improvvisamente ogni Comune in un esperto mondiale di consolidamento versanti.
MA C’È ANCHE L’ALTRA CALABRIA: QUELLA ESCLUSA
Perché mentre alcuni brindano ai milioni, altri guardano il decreto come si guarda il tabellone del Superenalotto dopo aver sbagliato pure il numero Jolly.
E qui nasce il tema più esplosivo:
chi è rimasto fuori?
Tra gli esclusi eccellenti della provincia di Cosenza figurano:
- Castrolibero
- Cosenza
- Castrovillari
- Cassano allo Ionio
- Praia a Mare
- Trebisacce
- Casali del Manco
- Rovito
- Celico
- Mangone
- Malito
- Altomonte
- Morano Calabro
- Saracena
- Belvedere Marittimo
- Cerchiara di Calabria
- Santa Sofia d’Epiro
E l’elenco continua.
Adesso spiegate ai cittadini perché il Comune accanto prende 2 milioni e il loro zero euro. Una conversazione semplice quanto spiegare il VAR a un nonno durante il pranzo di Pasqua.
PERCHÉ ALCUNI SONO RIMASTI FUORI?
La risposta ufficiale parla di:
- criteri tecnici
- priorità di rischio
- progettazioni disponibili
- qualità delle pratiche
- capacità amministrativa
Tradotto dal burocratese: vince chi aveva i documenti pronti e chi sapeva compilarli.
Perché in Calabria non basta avere le frane. Bisogna pure avere:
- progettisti
- tecnici
- uffici funzionanti
- personale
- PEC controllate
- qualcuno che sappia aprire un PDF senza convocare il CED
Ed è qui che emerge il dramma vero: molti piccoli Comuni, proprio quelli più fragili, non hanno struttura sufficiente per competere, né amministratori competenti.
Paradossale. Chi ha più bisogno spesso è quello meno attrezzato per ottenere i fondi.
ORA ARRIVA LA PARTE PIÙ DIFFICILE
Perché questi soldi non sono ancora “vinti”.
I Comuni avranno:
- da 9 a 23 mesi per aggiudicare i lavori
- due anni per chiudere i cantieri
E chi sbaglia rischia di perdere tutto.
In pratica lo Stato ha detto: “Vi diamo i soldi, ma stavolta dovete lavorare davvero”.
Un esperimento sociale piuttosto audace.
IL RISCHIO È SEMPRE QUELLO
La Calabria ha già visto:
- finanziamenti evaporare
- cantieri eterni
- opere inaugurate tre volte
- strade richiuse dopo due settimane
- cartelli “lavori in corso” sopravvivere più delle opere stesse
E allora la domanda resta una sola:
saremo capaci di trasformare questi milioni in sicurezza vera?
Perché stavolta non servono:
- selfie istituzionali
- rendering futuristici
- comunicati trionfali
- conferenze stampa con buffet triste e microfono che fischia
Servono opere finite. Scuole sicure. Ponti solidi. Strade vere.
Insomma: servirebbe normalità amministrativa.
Che in Calabria, purtroppo, continua a sembrare fantascienza.
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