OSPEDALE NUOVO VS ANNUNZIATA: IL GRANDE GIOCO DELL'OCA SANITARIO



OSPEDALE NUOVO: IL GRANDE GIOCO DELL’OCA SANITARIO


Cosenza o Rende?
Rende o Cosenza?

Sembra una di quelle domande filosofiche inutili tipo “prima l’uovo o la gallina”, con la differenza che qui nel frattempo la gente si ammala davvero.

E mentre il cittadino medio aspetta una TAC come se fosse un concerto dei Coldplay sold-out, la politica si trasforma in un’arena da reality:

  • comitati pronti a fare le barricate
  • ricorsi al TAR come se piovessero
  • dichiarazioni indignate h24
  • e zero, assoluto, glorioso avanzamento reale

Un capolavoro.


IL PARTITO DEL “BASTA CHE SI FA” (MINORANZA ASSOLUTA)

Molti lo dicono chiaro: “Rende o Cosenza? Basta che si fa.”

Traduzione per chi vive nel metaverso politico:
facciamolo dove volete, ma fatelo davvero.


Peccato che questa posizione, che nel mondo normale sarebbe buonsenso, in Calabria è vista come eresia.

Qui funziona così:

meglio non farlo proprio, piuttosto che farlo “nel posto sbagliato”.

Geniale.
Se Michelangelo fosse stato calabrese, la Cappella Sistina sarebbe ancora in fase di dibattito su dove mettere il soffitto.


OCCHIUTO E L’ARTE DEL RENDERING ETERNO

Parliamoci chiaro: Occhiuto  ha capito tutto.

Nel 2026 governare non significa costruire.
Significa mostrare cosa costruirai… prima o poi… forse… se le stelle si allineano.

Rendering impeccabili.
Animazioni da Silicon Valley.
Presentazioni che manco Apple quando lancia l’iPhone.

Solo un piccolo dettaglio manca:

👉 le opere finite

Non è una crociata contro i rendering, sia chiaro.
Poi Veronica li fa pure bene, quindi tanto di cappello.


Ma il problema è un altro, banalissimo, quasi infantile:

non puoi vivere di trailer quando il film non esce mai.


LA PRIMA PIETRA… MA DOPO AVER FINITO, MAGARI?

Idea rivoluzionaria, preparati:

👉 inaugurare qualcosa… quando è finito.

Lo so, è folle.
Una roba fuori mercato politico.

Perché qui il ciclo è questo:

  1. annuncio
  2. rendering
  3. conferenza stampa
  4. altro rendering più figo
  5. polemica
  6. ricorso
  7. silenzio cosmico

E poi si riparte dal punto 1, come un eterno karaoke istituzionale.

Nel frattempo la sanità resta quella che è:
un sistema dove la speranza di guarire dipende più dalla pazienza che dalla medicina.


LA GUERRA TRA POVERI (ED ELETTORI)

La verità che nessuno dice, perché rovinerebbe lo spettacolo:

👉 questa guerra tra Cosenza e Rende è perfetta per non fare niente.

Divide i cittadini
alimenta le tifoserie
sposta il focus

E soprattutto: 

dà un assist ad Occhiuto per non fare niente o farlo più tardi possibile, 

blocca tutto senza che nessuno sembri davvero responsabile.

Un piccolo capolavoro strategico, se uno ha lo stomaco per apprezzarlo.


IL RISULTATO FINALE: FIDUCIA SOTTO ZERO

Il punto non è più neanche l’ospedale.
È che la gente ormai sente “nuovo ospedale” e pensa:

Sì ok, fammi vedere il prossimo rendering.”

E quando un territorio perde fiducia così, non è solo un problema politico.
È proprio un problema culturale, sociale, quasi esistenziale.


CONCLUSIONE (CHE NON È UNA CONCLUSIONE, OVVIAMENTE)

Molti hanno fatto l’unica richiesta sensata nel raggio di 200 km:

👉 fatelo. Basta.

Non perfetto.
Non nel posto ideale.
Non con la narrativa perfetta.

Fatelo e basta.

Perché tra un ospedale “imperfetto ma reale” e uno “perfetto ma inesistente”…
la gente, stranamente, preferisce il primo. 

E mentre tutti litigano sulla cartina come se stessero scegliendo il posto per la sagra, c’è un dettaglio minuscolo che sfugge: la gente si ammala davvero, oggi, non nel rendering del 2032.


L’Annunziata di Cosenza non è un’idea, non è un progetto, non è un video patinato con musica epica sotto. È un ospedale vero, con corridoi pieni, medici che tirano avanti anche quando non dovrebbero e pazienti che aspettano, resistono, sperano. 

La verità è meno elegante di un rendering, ma molto più utile: non devi scegliere dove far sorgere il nuovo. Devi avere entrambi. Devi tenere in piedi l’Annunziata, sistemarlo, renderlo degno di un territorio che già paga abbastanza, e contemporaneamente costruire il nuovo ospedale senza trasformarlo nell’ennesima telenovela calabrese. 

Perché la salute non funziona a sostituzione, funziona a somma. Più strutture funzionanti hai, più possibilità hai di non lasciare la gente a marcire in sala d’attesa.

E poi c’è questa storia della città unica, che tutti fingono di non vedere ma che prima o poi tornerà a bussare. 

Cosenza, Rende, Castrolibero: oggi si fanno la guerra per un ospedale, domani potrebbero ritrovarsi sotto lo stesso nome.


E lì, tutta questa polemica territoriale farà la stessa figura di una lite per chi si siede davanti in macchina… quando poi devi fare lo stesso viaggio.

Alla fine il punto è talmente semplice che quasi dà fastidio dirlo: smettiamola di combattere guerre inutili tra quartieri e iniziamo a difendere quello che esiste davvero. L’Annunziata non si tocca, si rafforza. E il nuovo ospedale si fa, senza scuse, senza teatrini e senza l’ennesimo trailer di qualcosa che non vedremo mai.

Il resto è rumore. E di rumore, tra annunci e polemiche, siamo già pieni fin sopra i letti d’ospedale. 

Commenti

Post popolari in questo blog

MARCO AMBROGIO, UN PARASSITA POLITICO DAI MODI DA RAS NAZISTA.

CASTROLIBERO: IL PAESE DOVE LA POLITICA È UN ROMANZO ROSA

CASTROLIBERO 2026: IL CIRCO DEI CAZZI, CUCUZZÌEDDRI E OVA