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FRANCESCO DE CICCO E ORLANDINO GRECO: IL MERIDIONE A PAROLE, IL CARROCCIO NEL CUORE.

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MERIDIONALISTI A GETTONE: ORLANDINO GRECO E FRANCESCO DE CICCO In Calabria esiste una categoria politica particolarmente affascinante. Sono quelli che parlano di Meridione dalla mattina alla sera, denunciano l'abbandono del Sud, invocano riscatto, dignità e autonomia, ma quando arriva il momento delle alleanze finiscono puntualmente a bussare alla porta della Lega e della Destra fascista.  È il caso di Francesco De Cicco e Orlandino Greco. Il primo ha da poco lanciato il DPM, Democratici Progressisti Meridionalisti . Il secondo guida l'IdM,   Italia del Meridione . Sigle diverse, percorsi diversi, ma stesso battesimo e una curiosa convergenza politica che merita attenzione . Entrambi hanno costruito la propria immagine partendo davvero dal basso. Assemblee, comitati, incontri con cittadini, battaglie territoriali, denuncia delle ingiustizie e delle carenze croniche della Calabria. Entrambi hanno intercettato quel sentimento diffuso di sfiducia verso i partiti...

L'INNO ALLE DONNE di Paola Cortellesi

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"Ottant'anni fa nasceva la Repubblica Italiana.  Nacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della resistenza, Nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, un gesto semplice e insieme rivoluzionario. Dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto.  E nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne. Dopo aver potuto esprimere la loro preferenza nelle elezioni amministrative di marzo, il 2 e il 3 giugno del 1946 le italiane entrarono nei seggi per partecipare a pieno titolo alla scelta tra monarchia e repubblica e all'elezione dell'assemblea costituente.  Finalmente, almeno lì dentro, la loro voce aveva lo stesso peso di quella di chiunque altro. Prima di quel momento la maggior parte delle donne italiane era cresciuta dentro un'idea precisa di subordinazione e obbedienza. Sotto il regime fascista le donne non erano soltanto escluse dalla vita pubblica ma furono progressivament...

DOPO LE LACRIME E LE CORONE DI FIORI, RESTANO I CAMPI E GLI SCHIAVI

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AMENDOLARA, I MORTI CHE TUTTI CONOSCEVANO GIÀ IL CAPORALATO NON È UN INCIDENTE. È UN MODELLO DI BUSINESS. Quattro braccianti pakistani sono stati bruciati vivi ad Amendolara . Secondo le testimonianze e le prime ricostruzioni investigative, avevano osato fare ciò che in uno Stato civile dovrebbe essere normale: chiedere di essere pagati e pretendere condizioni di lavoro dignitose . Per questo sono morti. I loro nomi erano Amin, Ullah, Safi e Waseem . Non erano fantasmi. Non erano numeri. Erano lavoratori. Erano esseri umani. Erano quelli che raccolgono la frutta che finisce sulle nostre tavole mentre qualcuno, lungo la filiera, accumula profitti e qualcun altro accumula silenzio. Adesso partirà il rituale che conosciamo a memoria. I comunicati istituzionali. Le dichiarazioni indignate. Le fiaccolate. Le corone di fiori. Le lacrime televisive. La Calabria e l'Italia intera sembreranno improvvisamente scoprire l'esistenza del caporalato, come se fosse comparso ie...

REMIGRAZIONE E PATRIOTTISMO COL CULO DEGLI ALTRI

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REMIGRAZIONE E PATRIOTTISMO COL CULO DEGLI ALTRI C'è una categoria politica che ama parlare di sacrifici. Purché siano quelli degli altri. A ogni campagna elettorale rispunta il solito copione: gli immigrati rubano il lavoro, gli immigrati costano troppo, gli immigrati sarebbero il problema di ogni disagio sociale. Un bersaglio facile. Comodo. Redditizio dal punto di vista elettorale. Tra i protagonisti di questa narrazione c'è anche il generale Roberto Vannacci , diventato punto di riferimento di una destra che trasforma la paura in programma politico e la rabbia in consenso. Una politica che divide gli italiani tra " veri " e " finti ", tra meritevoli e indesiderati , tra normali e non abbastanza normali. Ma c'è una domanda che nessuno di loro sembra voler affrontare. Chi raccoglie la frutta sotto il sole di agosto? Chi lavora nei magazzini della logistica con ritmi che spezzano schiene e vite? Chi assiste anziani non autosufficie...

Il Rossetto e la Carta: Ottant’anni di Repubblica firmati dalle Donne

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Il Rossetto e la Carta: Ottant’anni di Repubblica firmati dalle Donne Il 2 giugno non è soltanto la festa della Repubblica ; è il giorno in cui l’Italia ha scelto, per la prima volta con un coro a voci spiegate, da che parte stare. E in quel coro, la novità più rivoluzionaria è stata la voce delle donne. Oggi che celebriamo l'ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, quel voto del 1946 ci appare ancora di più per ciò che è stato: l'atto di nascita di un'Italia nuova, moderna e democratica .  Ottant'anni non sono solo un traguardo storico, ma un ponte temporale che ci unisce a quelle lunghe file davanti ai seggi, dove le donne, con le scarpe migliori e la tessera elettorale stretta in mano come il bene più prezioso, esercitavano per la prima volta il diritto di voto, attente a non far sbavare l'inchiostro con il rossetto . Fu l'inizio di una cittadinanza piena. In quel contesto di profondo rinnovamento, ventuno donne straordinarie, le nostr...

2 GIUGNO: DALLA REPUBBLICA DEI COSTITUENTI A QUELLA DELLE BANANE

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2 GIUGNO: DALLA REPUBBLICA DEI COSTITUENTI A QUELLA DELLE BANANE Ogni 2 giugno l'Italia si veste a festa. Le Frecce Tricolori colorano il cielo, le autorità si schierano in prima fila, i politici riscoprono improvvisamente la Costituzione e i telegiornali si riempiono di parole solenni come democrazia, libertà, partecipazione e cittadinanza. Per ventiquattro ore sembra di vivere nel Paese immaginato dai Padri Costituenti . Poi arriva il 3 giugno e passa tutto. La verità è che il problema non è la Repubblica. Il problema è ciò che ne abbiamo fatto. Per capirlo bisogna fare un passo indietro. Nel 1848 Carlo Alberto concesse lo Statuto Albertino . Una carta che oggi viene spesso raccontata come un grande passo verso la modernità. In realtà era una concessione del sovrano ai sudditi . Il re conservava il potere vero e il popolo poteva assistere alle decisioni più o meno come uno spettatore assiste a una partita già decisa. Con l'Unità d'Italia lo Statuto ...

LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA CHE STA FACENDO PARLARE TUTTA LA CITTÀ

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CUSENZA "MPROFUMÀTA": SCATTA IL PRIMO "TITÌDDRE DAY". AUTOBUS TAPPEZZATI E SAPONE GRATIS AI CITTADINI Cosenza. Nessuno sa esattamente chi abbia avuto l'idea. Nessuno rivendica la paternità dell'iniziativa. Ma una cosa è certa: da questa mattina la città si è svegliata sotto assedio. Non un assedio militare. Un assedio olfattivo. Non si quanti precisamente autobus dell'AMACO sono stati completamente ricoperti dalla nuova campagna pubblicitaria del Sapone Silvana, marchio calabrese che ha deciso di affrontare quello che gli esperti definiscono ormai " il principale problema atmosferico urbano della stagione estiva ". Le ascelle. O, come impone la tradizione cosentina, le Titìddre . I giganteschi manifesti che campeggiano sui mezzi pubblici non lasciano spazio a interpretazioni: "CUSENZA 'MPROFUMÀTA" "TITÌDDRE DAY" "NON FATE L'AMORE CON IL SUDORE" La campagna ha immediatamente monopoli...

LA SANITÀ DI OCCHIUTO E AZIENDA ZERO: ECCELLENTE NEI REPORT, INTROVABILE NELLA REALTÀ

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LISTE D'ATTESA: IL GRANDE BLUFF DEI NUMERI. QUANDO LA PROPAGANDA SI CURA DA SOLA C'è qualcosa di profondamente osceno nel trasformare la sofferenza delle persone in uno slogan elettorale. Nelle ultime settimane è partita la solita grancassa della propaganda. Titoli trionfali, dichiarazioni entusiaste, pacche sulle spalle e autocelebrazioni.  Il motivo? I dati diffusi da Agenas sui primi quattro mesi del 2026, secondo cui circa il 90% delle prenotazioni monitorate in Calabria sarebbe avvenuto entro i tempi previsti . Un risultato presentato come la prova che la sanità calabrese starebbe finalmente guarendo dai suoi mali. Peccato che i malati veri continuino a stare male. Perché il problema non è il numero. Il problema è ciò che quel numero non racconta. La piattaforma Agenas registra esclusivamente le prenotazioni effettuate attraverso il sistema pubblico e quello privato accreditato. Registra ciò che entra nel sistema. Non registra ciò che dal sistema fugge. Ed...

MARCO A’MBROGLIA CERCA 1.400 VOTI: TEME SIANO FUGGITI CON BARILE

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SAN GIOVANNI IN FIORE: IL GRANDE CIRCO DEL BALLOTTAGGIO  Se qualcuno pensava che le elezioni comunali fossero finite il 25 maggio, evidentemente non conosce la politica florense. Qui non siamo davanti a una semplice competizione elettorale. Qui siamo davanti a una saga Netflix. Una di quelle serie dove dopo ogni puntata compare la scritta: "Continua..." e tu rimani sul divano a chiederti: "Ma davvero chissu è successu?" IL MISTERO DEI 1400 VOTI SCOMPARSI Partiamo dal dato più clamoroso. Il centrodestra conquista ben DIECI seggi. Dieci. Una corazzata. Una portaerei. Una flotta intera. Grazie al cazzo, direte voi! 160 candidati, le loro famiglie, i catanànni, i nànni, i suoceri, i consuoceri, gli amanti, gli idraulici, i cani, i gatti, i criceti e... pure il Pulcino Pio, vinci per forza, pure senza fare le elezioni. O no?  Eppure Marco A'mbroglia non riesce a vincere al primo turno... se non è sfiga questa.  Come si spiega? Semplice. Da...

DA ZERBINI MALTRATTATI AD ASSESSORI: LA GIUNTA DI "SAN CICCIO POLTRONIO"

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CASTROLIBERO: NASCE LA "GIUNTA DEGLI IGNORANTI".  MA NON È FINITA QUI. PERCHÉ SICCOME NESSUNO DI LORO CI CAPISCE UN CAZZO, TRA UN PO SAREMO INVASI DA CONSULENTI, DOTTORI COMMERCIALISTI, INGEGNERI, E MANGIAPANEATRADIMENTO... COI SOLDI DEI CASTROLIBERESI, NATURALMENTE!  "lgnoranti" non nel senso scolastico del termine (ma pure, per alcuni). Ignoranti nel senso più politico possibile: improvvisamente esperti di tutto il cucuzzaro dopo anni passati a fare i "lecchini" di Orlandino. "Lecchini", contentissimi di esserlo, pagati profumatamente coi soldi dei CASTROLIBERESI, senza fare un cazzo, ai quali mai è venuto lo scrupolo se facevano o meno il bene del paese. Per anni e anni soldi, poltrone, consensi, agevolazioni e... "Orlandino è mìegl'e Pelè"!  Fino a ieri fedelissimi, paraculi, portaborse morali, professionisti dell'applauso sincronizzato. Oggi, per magia, eccoli trasformati in statisti, urbanisti, esperti di bil...

COSENZA: MURU E MURU CCÙRU SPITÀLE

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OSPEDALE DI COSENZA: IN ITALIA NESSUNO SMANTELLA GLI HUB CITTADINI. LI AFFIANCA. C’è una narrazione curiosa che gira da queste parti: siccome nasce un nuovo polo ospedaliero-universitario, allora quello storico in città dovrebbe lentamente diventare un soprammobile sanitario.  Peccato che nel resto d’Italia facciano l’opposto. Le grandi aree urbane convivono tranquillamente con due, tre, quattro ospedali importanti , spesso con funzioni diverse ma complementari. Nessuno si sogna di dire: “ Abbiamo costruito il nuovo, chiudiamo il vecchio ”. Sarebbe come aprire un aeroporto e demolire le strade. Però qui certe idee vengono presentate come rivoluzioni futuristiche da geni del urban planning sanitario . A Milano , ad esempio, convivono: Policlinico di Milano nel pieno centro urbano; IRCCS Ospedale San Raffaele , gigantesco polo universitario e di ricerca; Humanitas Research Hospital nell’hinterland sud; Ospedale Niguarda a nord della città. Eppure Milano no...

MA CONTE LO SA CA VI PIGLIA PPÈ FISSA TUTTA LA CITTÀ?

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Il Movimento 5 Stelle in Calabria ormai sembra quei gruppi musicali anni ’90 che continuano a fare le reunion nelle feste di paese davanti a trenta persone distratte che aspettano solu u paninu 'ccura sazìzza . Ufficialmente esistono ancora. Politicamente, molto meno. Le amministrative lo hanno certificato in modo brutale: liste assenti nei principali comuni, percentuali microscopiche dove presenti, silenzio assoluto dei vertici regionali. Nessuna conferenza stampa, nessuna riflessione, nessuna autocritica. Nulla. La strategia comunicativa pare essere quella dello struzzo: testa sotto terra e speranza che gli elettori soffrano tutti di amnesia collettiva. Eppure, mentre il Movimento sparisce dalle città calabresi come i medici dai pronto soccorso, i dirigenti regionali e territoriali trovano il tempo per festeggiare l’elezione di Maura Zinna al consiglio comunale di Castrolibero. Auguri, post, complimenti, pacche virtuali sulle spalle. Manco avesse espugnato il Parl...

CASTROLIBERO ANNO ZERO: HANNO VINTO TUTTI, TRANNE IL PAESE

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CASTROLIBERO ANNO ZERO: IL BORDELLO PERFETTO DELLA POLITICA CALABRESE QUARANTA VOTI. PRATICAMENTE UNA RIUNIONE DI PARENTI FINITA A MALE PAROLE. Alla fine Ciccio “Cenzino” Serra , ce l’ha fatta. Sindaco di Castrolibero con 40 voti di scarto . Non una valanga popolare. Non una rivoluzione. Una differenza da torneo di briscola al circolo anziani. Eppure il paese viene raccontato come se fosse caduto il Muro di Berlino. Gente che brinda, abbracci, pacche sulle spalle, selfie da liberatori della patria. Mancava solo la colonna sonora de "Il Gladiatore". In realtà hanno semplicemente cambiato il cassiere alla stessa sala scommesse politica che da trent’anni campa sulle spalle dei castroliberesi. La verità è brutale: Castrolibero non ha scelto il futuro. Ha soltanto cambiato il pupo davanti al teatrino. CENZINO AIELLO: IL MUMMIFICATO POLITICO CHE RISORGE Il primo vero vincitore è lui, Cenzino Aiello . Politicamente immortale come le blatte dopo una guerra nucleare....

CASTROLIBERO 2026: IL PRIMO E ULTIMO COMIZIO DELLA "SCHINDLER’S LIST" CIVICA

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CASTROLIBERO E IL COMIZIO DELLA SUPERCAZZOLA CIVICA  A Castrolibero ormai i comizi non sembrano più incontri politici. Sembrano quei matrimoni calabresi dove a un certo punto lo zio più "avvinazzàto", si impossessa del microfono, prende la parola “ solo due minuti ”... e quarantacinque minuti dopo sta ancora raccontando di quando asfaltavano le strade col cuore. Due ore intere di puttanate emozionali, attenzione del pubblico sotto la media, fogli A4 tremanti, microfoni che gracchiavano come gabbiani feriti e cittadini disposti ad applaudire pure se qualcuno avesse annunciato: “ Cari paesani… confermo ufficialmente che il sole sorge a est. ” La cosa meravigliosa è che più parlavano… meno si capiva cosa cazzo stessero dicendo. Un flusso continuo di: “territorio”, “comunità”, “partecipazione”, “ascolto”, “futuro”, “energia”, “radici”, “giovani”. Praticamente ChatGPT addestrato con brochure elettorali, citazioni di Paulo Coelho e volantini del GAL Sila-Mediterr...